[Roma e i suoi nemici] Bruto

95-BrutoNumero 95 della collana “Roma e i suoi nemici” targata Vadis e Osprey, che nel 2011 porta in edicola questo Marco Giunio Bruto, dei “Liberatori”.
Roma_e_i_suoi_nemici1Il curatore William Shepherd attinge agli archivi della Osprey Publishing Ltd., di cui era direttore prima della nascita di questa collana, e presenta dei testi tratti dal saggio “Philippi 42 BC” (Campaign n. 199) di Si Sheppard edito nel 2008 dalla Osprey.

Il figurino è basato sul celeberrimo dipinto “Morte di Cesare” (1805) di Vincenzo Camuccini, che si può ammirare alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma: io l’ho fatto, ed ecco il pin della foto che ho fatto al quadro.

PhilippiEcco l’incipit del fascicolo di 12 pagine, con la consueta traduzione di Piergiorgio Molinari:

Alle Idi di marzo (15 marzo) del 44 a.C., mentre il senato si stava incontrando nella curia del Teatro di Pompeo, Marco Giunio Bruto il Giovane guidò un gruppo di cospiratori che estrassero i pugnali da sotto le loro toghe e, a sangue freddo, trafissero a morte Giulio Cesare. Anche se si fecero chiamare “Liberatori”, molti dei partecipanti alla cospirazione avevano agito per odio personale verso Cesare oppure, nel caso di alcuni suoi ex ufficiali, perché delusi dalle ricompense ricevute. Bruto, e suo cognato Gaio Cassio, avevano invece agito perché temevano per il futuro della repubblica romana e la sopravvivenza dello stesso senato.

L.

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